“Associazione Culturale” a S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam

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Segnalazioni a cura della S.P.H.C.I.

 
Da Repubblica del 12 gennaio 2006 pag. 27
AMBIENTE, ANCHE LE PIANTE INQUINANO, “DAI BOSCHI FORTI EMISSIONI DI METANO” di Antonio Cianciullo

Lo scudo delle foreste contro l’effetto serra si sta incrinando? La tesi emerge da una ricerca dell’equipe di Frank Keppler, del Max Plance institute, pubblicata dalla rivista Nature. Secondo gli scienziati tedeschi, all’assorbimento dell’anidride carbonica da parte degli alberi si somma la produzione di metano in una quantità molto superiore a quanto era stato finora calcolato: un gas serra viene catturato, un altro viene rilasciato. La scoperta annunciata dagli studiosi tedeschi è che il metano non viene prodotto soltanto dalla decomposizione delle foglie morte e degli organismi viventi: le piante vive ne emetterebbero dalle dieci volte alle cento volte di più: E dunque dal dieci al trenta per cento del metano che entra in circolazione verrebbe dai boschi. I nuovi livelli di metano, afferma il gruppo di Keppler, sono legati all’aumento delle temperature, sono cioè una conseguenza del riscaldamento planetario. E in futuro questo effetto è destinato ad aumentare perché le concentrazioni raddoppierebbero in caso di un aumento della temperatura pari a dieci gradi centigradi. Secondo lo specialista neozelandese David Lowe lo studio arriva a conclusioni controverse ma non si può escludere la possibilità che, nel caso di nuove foreste, l’emissione di metano prevalga sull’assorbimento di anidride carbonica trasformando i boschi da “pozzi” di carbonio in emettitori di carbonio. Un parere non condiviso dagli esperti italiani. “Se le anticipazioni delle agenzie di stampa sulla ricerca di Keppler si dimostrassero vere,saremmo di fronte ad una clamorosa svista di tutta la comunità scientifica”, afferma Riccardo Valentini, il direttore del dipartimento di scienze forestali dell’università della Tuscia che da molti anni segue per conto del governo i convegni internazionali sul tema. “Che i processi di decomposizione delle foglie morte provochino l’emissione di metano è un fatto noto, ma la misura indicata contrasta con i dati a nostra disposizione.”
“Noi sappiamo con esattezza quanto metano c’è in atmosfera, aggiunge Maria Francesca Cotrufo, ordinario di ecologia all’università di Napoli. “Se ci è sfuggito un meccanismo di emissione così numericamente evidente, un altro meccanismo di assorbimento altrettanto consistente deve essere individuato per far quadrare i conti del metano. E resta anche da comprendere come sia possibile che le piante emettano questo gas durante il loro ciclo vitale. Il metano viene prodotto da batteri estremamente antichi che vivono in ambienti privi di ossigeno, cioè acquitrini e torbiere, oppure nello stomaco delle mucche. Un meccanismo biologico come quello descritto non è conosciuto”.

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