“Associazione Culturale” a S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam

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Segnalazioni a cura della S.P.H.C.I.

 
Da Repubblica del 13 gennaio 2006 pag. 31
SALE IN CATTEDRA LA FORMICA MAESTRA, COSI’ INSEGNA A RACCOGLIERE IL CIBO di Elena Dusi

La coppia allievo –maestro esiste anche fra le formiche. Una volta individuata una fonte di cibo, l’esploratrice torna indietro, sceglie una compagna e ripercorre con lei la strada. Ma l’allieva si ferma spesso, si guarda intorno per trovare punti di riferimento e solo quando è pronta per apprendere una nuova tappa picchietta con le antenne sulle zampe o sull’addome della maestra, invitandola a proseguire. “Possiamo parlare a buon diritto di un processo di insegnamento e apprendimento” spiegano Nigel Franks e Tom Richardson, i due biologi dell’università di Bristol che hanno pubblicato le loro osservazioni su Nature. “Non siamo di fronte a una trasmissione di informazioni a senso unico. La formica allieva interagisce con l’insegnante, e quest’ultima procede solo quando è sicura che l’altra abbia imparato la lezione. E’ la prima volta che troviamo questo comportamento in una specie non umana” spiegano i due ricercatori.
Il meccanismo di insegnamento osservato dai biologi inglesi nella formica Temnothorax prende il nome di “corsa in tandem”. “Avviene soprattutto nelle colonie di piccole dimensioni, con un migliaio di esemplari al massimo” spiega Francesco Le Moli, ordinario di zoologia all’università di Parma e vicepresidente della Società italiana di etologia. “La vita di una formica è di quattro anni in media, mentre le colonie hanno una sopravvivenza doppia o tripla. E’ importante che all’interno della comunità si abbia una trasmissione efficiente delle informazioni, con le allieve che a loro volta possono diventare maestre dopo aver completato l’apprendimento. La capacità di trasmettere conoscenze, d’altra parte,è uno dei segreti dello straordinario successo evolutivo dell’uomo”. Come ogni insegnamento, anche quello delle formiche richiede un investimento iniziale di tempo. La maestra, da sola, raggiungerebbe la fonte di cibo in un quarto del tempo. “L’allieva rallenta di molto la sua marcia, fermandosi in continuazione alla ricerca di punti di riferimento” spiegano Franks e Richardson. Ma dopo aver imparato la strada, la formica allieva si trasforma a sua volta in insegnante, permettendo così una circolazione delle informazioni efficiente e rapida all’interno della comunità. “Nelle colonie più grandi, dove si arrivano a contare milioni di individui – prosegue Le Moli – sarebbe impossibile far circolare le informazioni con la tecnica della corsa in tandem. In questo caso si utilizzano segnali chimici odorosi lasciati lungo la pista. Le formiche si incolonnano lungo questa traccia, che è tanto più forte quanto più è abbondante e buona è la fonte alimentare, e riescono in poco tempo ad arrivare alla sorgente del cibo”. Che l’unico esempio di apprendimento –insegnamento al di fuori della specie umana sia stato riscontrato in una minuscola formica e non, ad esempio, in uno scimpanzè ha stupito i due biologi britannici. “Quel che conta non è la dimensione del cervello, ma l’importanza dell’informazione da trasmettere per l’evoluzione della specie” concludono i due ricercatori di Bristol.

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