La
coppia allievo –maestro esiste anche fra le formiche.
Una volta individuata una fonte di cibo, l’esploratrice
torna indietro, sceglie una compagna e ripercorre con lei la
strada. Ma l’allieva si ferma spesso, si guarda intorno
per trovare punti di riferimento e solo quando è pronta
per apprendere una nuova tappa picchietta con le antenne sulle
zampe o sull’addome della maestra, invitandola a proseguire. “Possiamo
parlare a buon diritto di un processo di insegnamento e apprendimento” spiegano
Nigel Franks e Tom Richardson, i due biologi dell’università di
Bristol che hanno pubblicato le loro osservazioni su Nature. “Non
siamo di fronte a una trasmissione di informazioni a senso unico.
La formica allieva interagisce con l’insegnante, e quest’ultima
procede solo quando è sicura che l’altra abbia
imparato la lezione. E’ la prima volta che troviamo questo
comportamento in una specie non umana” spiegano i due
ricercatori.
Il meccanismo di insegnamento osservato dai biologi inglesi nella
formica Temnothorax prende il nome di “corsa in tandem”. “Avviene
soprattutto nelle colonie di piccole dimensioni, con un migliaio
di esemplari al massimo” spiega Francesco Le Moli, ordinario
di zoologia all’università di Parma e vicepresidente
della Società italiana di etologia. “La vita di una
formica è di quattro anni in media, mentre le colonie hanno
una sopravvivenza doppia o tripla. E’ importante che all’interno
della comunità si abbia una trasmissione efficiente delle
informazioni, con le allieve che a loro volta possono diventare
maestre dopo aver completato l’apprendimento. La capacità di
trasmettere conoscenze, d’altra parte,è uno dei segreti
dello straordinario successo evolutivo dell’uomo”.
Come ogni insegnamento, anche quello delle formiche richiede un
investimento iniziale di tempo. La maestra, da sola, raggiungerebbe
la fonte di cibo in un quarto del tempo. “L’allieva
rallenta di molto la sua marcia, fermandosi in continuazione alla
ricerca di punti di riferimento” spiegano Franks e Richardson.
Ma dopo aver imparato la strada, la formica allieva si trasforma
a sua volta in insegnante, permettendo così una circolazione
delle informazioni efficiente e rapida all’interno della
comunità. “Nelle colonie più grandi, dove
si arrivano a contare milioni di individui – prosegue Le
Moli – sarebbe impossibile far circolare le informazioni
con la tecnica della corsa in tandem. In questo caso si utilizzano
segnali chimici odorosi lasciati lungo la pista. Le formiche si
incolonnano lungo questa traccia, che è tanto più forte
quanto più è abbondante e buona è la fonte
alimentare, e riescono in poco tempo ad arrivare alla sorgente
del cibo”. Che l’unico esempio di apprendimento –insegnamento
al di fuori della specie umana sia stato riscontrato in una minuscola
formica e non, ad esempio, in uno scimpanzè ha stupito
i due biologi britannici. “Quel che conta non è la
dimensione del cervello, ma l’importanza dell’informazione
da trasmettere per l’evoluzione della specie” concludono
i due ricercatori di Bristol.
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