“Associazione Culturale” a S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam

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Segnalazioni a cura della S.P.H.C.I.

 
Da Repubblica del 15 dicembre 2006 Pagg. 32 – 33
"ECCO LA COMETA CHE PORTA LA VITA. STARDUST SVELA I SUOI SEGRETI. TROVATI NELLA CODA GLI INGREDIENTI PER “COSTRUIRE” IL DNA”

Il 2 gennaio 2004 la sonda spaziale americana Stardust, lanciata in orbita nel febbraio 1999, ha incontrato la cometa Wild2, formatasi 4,5 miliardi di anni fa e vissuta a basse temperature alla periferia del sistema solare fino al 1974, anno in cui un incontro ravvicinato con il pianeta Giove ha modificato la sua orbita.
La sonda ha attraversato la chioma della cometa, catturando con due ali ricoperte di aerogel, un materiale poroso e lattiginoso composto per il 99,8 % di aria, capace di trattenere polvere di stelle senza danneggiarla, un centinaio di frammenti della grandezza di pochi micron. Questi grani sono stati distribuiti ai 50 laboratori vincitori di un bando indetto dalla Nasa, fra cui l'Istituto nazionale di astrofisica e le Università di Napoli e Catania.
I risultati della ricerca, pubblicati in sette articoli dalla rivista americana Science, dimostrano che quei frammenti contengono molecole come ammine e lunghe catene di carbonio, che sono l'ossatura di quelle organiche come il Dna, che contiene il codice della vita, di cui rappresentano uno stadio di evoluzione precedente.
“Quello che abbiamo scoperto è una conferma della teoria secondo la quale molecole portate da comete siano alla base dell'origine della vita sulla Terra.” afferma Alessandra Rotundi dell'università Parthenope di Napoli, che ha coordinato il gruppo italiano. Alludendo a una teoria nata nei primi anni del Novecento e sostenuta dai risultati della missione del 1986, in cui la sonda europea Giotto avvicinò la cometa di Halley, l'astrofisica italiana afferma:“ questa volta abbiamo toccato con mano che nella polvere “spaziale” ci sono molecole organiche”.
“In un nostro esperimento – afferma Ernesto Di Mauro, professore di biologia molecolare alla Sapienza di Roma – abbiamo preso questi stessi elementi e li abbiamo messi a contatto con silicati di magnesio e di ferro, ricostruiti nella forma esatta che assumono all'interno delle comete. Da questa combinazione siamo riusciti ad ottenere gli elementi che sono alla base di Dna e Rna, le vere e proprie molecole della vita”.
“Forse sulla cometa si sono formate proteine organiche anche più evolute – spiega Di Mauro – ma nello spazio non esistono la temperatura e le condizioni termodinamiche adatte alla loro conservazione. Perchè si formi la vita non bastano gli ingredienti giusti, occorre anche un ambiente adatto a preservarla. La Terra così come Marte, Venere e i satelliti di Giove, offrono le condizioni migliori”.
La notizia riportata sopra non stupirà i lettori attenti del Maestro Kremmerz, il quale nel “Commentarium per le Accademie Ermetiche – 1910, n° 1 Anno I ” nella Rubrica “Nego, Confirmo, Commento” scrive in risposta ad A.M. di Roma: “In continuazione dell’argomento precedente, rispondo a te: se l’apparizioni di comete hanno o no influenza alcuna sul corpo o la psiche dell’uomo oltre quello che gli astronomi possono ricavare con le loro osservazioni pazienti.
Per risponderti esaurientemente dovrei scrivere un volume delle antiche conoscenze sacre sulle apparizioni cometarie. Mi limiterò a dirti una cosa sola, che ti riuscirà nuova.
Le comete, dai libri di Izar, sono considerate come nuclei di materia eterea irradiante, con un ufficio determinativo di trasportare gruppi di anime da un pianeta all’altro - quindi segnerebbero tanti periodi trasmigratori interplanetari. Per esempio una irradiazione o coda di cometa ha toccato il pianeta di Giove e ha fatto leva o assorbimento di anime di gioviani; ha poi toccato Urano e da questo ha preso elementi uranici o anime uraniche per lasciarvi le gioviane.
Che questo sia vero o no lo sapremo quando una coda di cometa ci trasporterà nella Stella di Lucifero e quando potremo telegrafarci da un pianeta all’altro. Ma è certo che qualche cosa deve produrre. Peccato che il nostro compito non ci specializza sulle influenze cometarie. Passiamo innanzi.”
A proposito del simbolismo e della ciclicità che caratterizza la comparsa delle comete, confrontata con la permanenza nella volta celeste del Sole, della Luna e delle Stelle fisse, il Maestro in un altro passo (cap. X de “La Porta Ermetica”) afferma: “ L’emblema dell’antico magismo era la stella caudata, come emblema dell’uomo evoluto era la stella a cinque punte (il pentagramma dei cabalisti). La stella è il simbolo di luce sul fondo cupo del cielo dove la divinità e i fati si celano.
La stella caudata non è l’astro in visione continua. E’ la cometa, vale a dire una apparizione ciclica della luce che, come nelle prime idee dei popoli, ha influenza sulle cose del mondo… Come simbolo la stella caudata comparisce a cicli, cioè a periodi di evoluzione. La scienza integrale e integralizzante fa la sua apparizione luminosa quando le ere determinano un rinnovamento. Questo è simbolo, non è astronomia né astrologia.”.
Le parole del Maestro Kremmerz mostrano, ancora una volta, come la conoscenza profonda e integrale delle leggi della Natura, appannaggio della Scienza Sacra, possa additare alla scienza ufficiale il percorso da seguire nella ricerca, tesa a riunire la vita dell'uomo e del pianeta al macrocosmo di cui siamo parte integrante.

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