“Associazione Culturale” a S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam

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Segnalazioni a cura della S.P.H.C.I.

 
Da Repubblica del 18 novembre 2005 pag. 61
LA MARCIA DEI PINGUINI Che vita bestiale il pinguino imperatore. Documentario di Luc Jacquet - prodotto in Francia.

Non ce li potremmo immaginare come i camerieri agitati di “Mary Poppins” o la banda di “Madagascar”: saranno anche buffi come dicono, i pinguini imperatore, però fanno una vita da bestia. Si accoppiano nel posto più freddo del mondo, covano a turno i pulcini (mentre uno cova, l’altro cammina all’infinito sulla banchisa per trovare il cibo), poi ricominciano a marciare; e l’anno dopo tutto daccapo. Mentre soffia il blizzard, che gela le uova, e i predatori di terra e di mare cercano di mangiarseli, in ossequio alla prima legge della sopravvivenza. Del “fenomeno” MARCIA DEI PINGUINI si è letto di tutto, di più: che é il più grande successo di pubblico mai realizzato da un documentario, che é costato poco ed ha incassato tanto, che ha mandato in visibilio gli americani come i cinesi. Il film è un oggetto strano, in un certo senso indecifrabile; l’opposto, insomma di quel che comunemente ci si aspetta da un “documentario”. Non perché Jacquet antropomorfizzi gli animali (a questo provvede , purtroppo, a tratti, la voce narrante di Fiorello): a quanto il suo approccio è etologicamente corretto, un contributo alla conoscenza senza annoiare. Ma non sarà per questo che ha fatto tanto parlare di sé. Ed ecco il punto. Nelle immagini autentiche di quel deserto antartico in mezzo al nulla, percorso da un simpatico popolo alieno, circola una misteriosa , magica atmosfera di “altrove” che ti s’incolla alla memoria, riaffiorando nei pensieri quando meno te l’aspetti.

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