L'Autore,
ricercatore indipendente e collaboratore di un'associazione
impegnata nella divulgazione di studi scientifici censurati
o ignorati dalla medicina ufficiale, propone la considerazione
degli studi dei dott. Heinrich Kremer e Alfred Hassig.
Kremer osserva che il lavoro di distruzione, eliminazione, recupero
e ricostruzione delle cellule dell'organismo, che si svolge soprattutto
nelle ore notturne, consente di utilizzare anche frammenti e sostanze
provenienti da microbi e antigeni demoliti. Come già asseriva
A. Pishinger negli anni '60, Kremer e Hassig ritengono che il
corpo umano sia costituito per il 70% da acqua salata, per il
10% da cellule e per il 20% dal matrix extracellulare, una sorta
di rete di fibre e collageno in cui sono immersi gli altri costituenti.
I sali di questo "mare interno" sono indispensabili
alla vita in quanto elettroliti coinvolti nelle reazioni di ossido-riduzione,
ossia di scambio di elettroni, della materia vivente. Lo spazio
extra-cellulare, memoria dell'ambiente umido da cui la vita ha
tratto origine, è il luogo di scambio tra i costituenti
della materia vivente e tra essi e l'ambiente esterno.
Lo stimolo iniziale alla comparsa della vita nel mare è stato
fornito dall'energia luminosa che, dalla ionosfera, scese a pioggia
sulla terra. L'impatto dei quanti luminosi determinò il
passaggio di elettroni da una molecola all'altra e provocò la
sintesi degli aminoacidi e la formazioni di forme di simbiosi
sempre più complesse: alcuni batteri si fusero in un'unica
cellula scambiando metaboliti e DNA. Per assenza di ossigeno libero
nell'atmosfera originaria, l'energia necessaria alla vita fu ricavata
dalla fermentazione del glucosio (glicolisi) con idrogeno, con
produzione di due molecole di ATP per ogni molecola di glucosio.
L'ossigeno libero apparve nell'atmosfera quando alcuni tipi di
batteri estrassero l'idrogeno dall'acqua grazie alla luce in una
primitiva sintesi clorofilliana. I mitocondri sarebbero stati
batteri in grado di servirsi dell'ossigeno per la produzione dell'ATP,
ottenendo 38 molecole di ATP a partire da una molecola di ossigeno.
La partecipazione dei mitocondri alla simbiosi cellulare rappresentò,
quindi, un grande vantaggio energetico e determinò la comparsa
di esseri multicellulari, animali e piante.
Alcuni dei batteri coinvolti nella simbiosi cellulare,vivendo
nei fondali marini in prossimità dei crateri vulcanici,
utilizzarono per la respirazione cellulare lo zolfo al posto dell'ossigeno,
sviluppando così grande resistenza a condizioni ambientali
avverse, capacità di riproduzione rapida e produzione di
proteine di protezione.
Nei batteri il DNA era sparso nel citoplasma, ma nei simbionti
il materiale genetico era raccolto nel nucleo, protetto da una
membrana che avrebbe impedito ai radicali liberi di ossigeno,
prodotti dai mitocondri, di danneggiarlo. I mitocondri cedettero
solo una parte del loro DNA al genoma del nucleo, conservando
quello necessario alla duplicazione che avviene ancora oggi autonomamente
rispetto a quella cellulare. Pur essendo la somma del DNA mitocondriale
maggiore di quella del DNA del nucleo, il DNA mitocondriale non
ha la capacità di quest'ultimo di autoripararsi e le alterazioni
acquisite, causate ad esempio da insulti tossici di alcuni farmaci,
si mantengono anche nelle popolazioni successive di questi organuli.
La glicolisi anaerobia si manifesta fisiologicamente in situazioni
quali la mitosi cellulare e le fasi di proliferazione cellulare
rapida nella vita fetale o nella riparazione di ferite, frangenti
in cui la membrana mitocondriale si chiude per evitare che i radicali
liberi di ossigeno danneggino il DNA nucleare in duplicazione.
Un danno mitocondriale produce un deficit energetico.
In base a quanto esposto, Kremer ipotizza che la qualità del
matrix sia la chiave per comprendere malattie quali l'AIDS e i
tumori.
Scarseggiando l'energia disponibile nel matrix extracellulare
si chiuderebbe la membrana mitocondriale e si passerebbe ad una
forma di glicolisi anaerobia con ridotta produzione di ATP e maggiore
consumo di glucosio.
Nel caso di stress acuti si realizzerebbe la rottura cellulare
con passaggio di proteine nello spazio extracellulare, formazione
di autoanticorpi contro le stesse e genesi di una malattia autoimmune.
Nel caso di stress cronici si attuerebbe una graduale perdita
della simbiosi cellulare con perdita progressiva prima di glucosio
e poi di materiale proteico, con passaggio ad una forma di glicolisi
con utilizzo di zolfo, di cui il matrix è ricco.
La carenza di energia impedirebbe la differenziazione cellulare
e permetterebbe la crescita cellulare (caratteristiche tipiche
delle cellule neoplastiche) fino a quando il glucosio viene trasportato
dal sangue.
Secondo Kremer il processo è reversibile se viene aumentata
l'energia disponibile nel matrix extracellulare in modo da riattivare
i mitocondri e ripristinare la differenziazione cellulare. La
curcuma sarebbe una sostanza in grado di fornire grandi quantità di
energia mentre la chemioterapia danneggiando oltre alle cellule
malate anche quelle sane, provocherebbe ulteriori danni e indurrebbe
inevitabili ricadute.
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