“Associazione Culturale” a S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam

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Segnalazioni a cura della S.P.H.C.I.

 
Dalla Rivista Scienza e conoscenza - n° 14 - Novembre 2005
Antonio Tagliati: "UN TUMORE PER CASO " (pp 62-67)

L'Autore, ricercatore indipendente e collaboratore di un'associazione impegnata nella divulgazione di studi scientifici censurati o ignorati dalla medicina ufficiale, propone la considerazione degli studi dei dott. Heinrich Kremer e Alfred Hassig.
Kremer osserva che il lavoro di distruzione, eliminazione, recupero e ricostruzione delle cellule dell'organismo, che si svolge soprattutto nelle ore notturne, consente di utilizzare anche frammenti e sostanze provenienti da microbi e antigeni demoliti. Come già asseriva A. Pishinger negli anni '60, Kremer e Hassig ritengono che il corpo umano sia costituito per il 70% da acqua salata, per il 10% da cellule e per il 20% dal matrix extracellulare, una sorta di rete di fibre e collageno in cui sono immersi gli altri costituenti. I sali di questo "mare interno" sono indispensabili alla vita in quanto elettroliti coinvolti nelle reazioni di ossido-riduzione, ossia di scambio di elettroni, della materia vivente. Lo spazio extra-cellulare, memoria dell'ambiente umido da cui la vita ha tratto origine, è il luogo di scambio tra i costituenti della materia vivente e tra essi e l'ambiente esterno.
Lo stimolo iniziale alla comparsa della vita nel mare è stato fornito dall'energia luminosa che, dalla ionosfera, scese a pioggia sulla terra. L'impatto dei quanti luminosi determinò il passaggio di elettroni da una molecola all'altra e provocò la sintesi degli aminoacidi e la formazioni di forme di simbiosi sempre più complesse: alcuni batteri si fusero in un'unica cellula scambiando metaboliti e DNA. Per assenza di ossigeno libero nell'atmosfera originaria, l'energia necessaria alla vita fu ricavata dalla fermentazione del glucosio (glicolisi) con idrogeno, con produzione di due molecole di ATP per ogni molecola di glucosio.
L'ossigeno libero apparve nell'atmosfera quando alcuni tipi di batteri estrassero l'idrogeno dall'acqua grazie alla luce in una primitiva sintesi clorofilliana. I mitocondri sarebbero stati batteri in grado di servirsi dell'ossigeno per la produzione dell'ATP, ottenendo 38 molecole di ATP a partire da una molecola di ossigeno. La partecipazione dei mitocondri alla simbiosi cellulare rappresentò, quindi, un grande vantaggio energetico e determinò la comparsa di esseri multicellulari, animali e piante.
Alcuni dei batteri coinvolti nella simbiosi cellulare,vivendo nei fondali marini in prossimità dei crateri vulcanici, utilizzarono per la respirazione cellulare lo zolfo al posto dell'ossigeno, sviluppando così grande resistenza a condizioni ambientali avverse, capacità di riproduzione rapida e produzione di proteine di protezione.
Nei batteri il DNA era sparso nel citoplasma, ma nei simbionti il materiale genetico era raccolto nel nucleo, protetto da una membrana che avrebbe impedito ai radicali liberi di ossigeno, prodotti dai mitocondri, di danneggiarlo. I mitocondri cedettero solo una parte del loro DNA al genoma del nucleo, conservando quello necessario alla duplicazione che avviene ancora oggi autonomamente rispetto a quella cellulare. Pur essendo la somma del DNA mitocondriale maggiore di quella del DNA del nucleo, il DNA mitocondriale non ha la capacità di quest'ultimo di autoripararsi e le alterazioni acquisite, causate ad esempio da insulti tossici di alcuni farmaci, si mantengono anche nelle popolazioni successive di questi organuli.
La glicolisi anaerobia si manifesta fisiologicamente in situazioni quali la mitosi cellulare e le fasi di proliferazione cellulare rapida nella vita fetale o nella riparazione di ferite, frangenti in cui la membrana mitocondriale si chiude per evitare che i radicali liberi di ossigeno danneggino il DNA nucleare in duplicazione.
Un danno mitocondriale produce un deficit energetico.
In base a quanto esposto, Kremer ipotizza che la qualità del matrix sia la chiave per comprendere malattie quali l'AIDS e i tumori.
Scarseggiando l'energia disponibile nel matrix extracellulare si chiuderebbe la membrana mitocondriale e si passerebbe ad una forma di glicolisi anaerobia con ridotta produzione di ATP e maggiore consumo di glucosio.
Nel caso di stress acuti si realizzerebbe la rottura cellulare con passaggio di proteine nello spazio extracellulare, formazione di autoanticorpi contro le stesse e genesi di una malattia autoimmune.
Nel caso di stress cronici si attuerebbe una graduale perdita della simbiosi cellulare con perdita progressiva prima di glucosio e poi di materiale proteico, con passaggio ad una forma di glicolisi con utilizzo di zolfo, di cui il matrix è ricco.
La carenza di energia impedirebbe la differenziazione cellulare e permetterebbe la crescita cellulare (caratteristiche tipiche delle cellule neoplastiche) fino a quando il glucosio viene trasportato dal sangue.
Secondo Kremer il processo è reversibile se viene aumentata l'energia disponibile nel matrix extracellulare in modo da riattivare i mitocondri e ripristinare la differenziazione cellulare. La curcuma sarebbe una sostanza in grado di fornire grandi quantità di energia mentre la chemioterapia danneggiando oltre alle cellule malate anche quelle sane, provocherebbe ulteriori danni e indurrebbe inevitabili ricadute.

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