Se
l’orecchio umano fosse in grado di sentirlo potrebbe scambiare
quel canto per un dolce cinguettio di un passerotto. Ma l’autore
della musica e del vocalizzo è il maschio del topo, il
quale ha dimostrato di saper cantare in modo molto melodioso,
anche se con una frequenza così elevata che il cervello
umano non è in grado di percepire i suoni emessi. Se
si vuole ascoltare la melodia è necessario abbassarla
di almeno 4 ottave. Con questa scoperta i topi si uniscono all’esclusivo
gruppo musicale di animali che sanno cantare, quali gli uccelli,
i delfini, le balene, i gibboni e alcuni insetti. E proprio
recentemente si è anche scoperto che almeno una specie
di uccelli canta in coro, che i delfini intonano Barman e che
i canarini imitano i canti di altri uccelli. La scoperta che
i topi emettono melodie giunge da un gruppo di neuroscienziati,
Tim Holy e Zhongsheng Guo della Washington University School
of Medcine del Missouri (Usa), i quali sono stati in grado di
registrare una complessa struttura di suoni che i topi possono
emettere anche per diversi minuti. Ciò accade quando
producono feromoni sessuali per richiamare l’attenzione
del sesso opposto. Inizialmente i due ricercatori avevano come
obiettivo quello di verificare come i maschi si comportano quando
producono feromoni che rilasciano nelle urine, registrando immagini
e suoni da loro emessi.
“Il nostro interesse si concentrava sui meccanismi che scattano
nei cervelli dei ratti quando essi producono feromoni, ma abbiamo
notato che i suoni erano singolari e così abbiamo concentrato
su di essi la nostra attenzione”, spiega Holy che ha pubblicato
la ricerca su “Public Library of Science, Biology”.
I ricercatori si sono accorti che a volte i suoni si alzavano
di tono per sparire all’orecchio umano. Li hanno così registrati
con un computer e successivamente li hanno abbassati e rallentati
per essere uditi. “Appena ascoltati ci sembravano un melodia
e devo dire che la pensiamo così anche adesso”, ha
spiegato Holy.
Gli studi sono continuati e i due ricercatori hanno potuto mettere
in luce che i canti sono comuni in tutti i topi maschi, ma ciascuno
di essi li modula in modo diverso. Mutano le sillabe emesse e
ciascuno tende a ripeterle per un certo numero di volte , anziché produrle
casualmente in ripetizione. La scoperta risulta importante perché nei
topi è facile modificare i geni, così che individuando
e modificando quello che controlla il canto si cercherà di
capire l’importanza e il ruolo che quest’ultimo ha
negli animali. Al momento non sembra che i topi sappiano cantare
in coro, cosa che invece sanno fare gli scriccioli delle foreste
di Bambù dell’Ecuador. Lo ha scoperto Peter Slater,
dell’Università di Saint Andrews (Scozia, che ha
pubblicato lo studio in un articolo comparso sulla rivista “Biology
letters”. Spiega Slater:”Questo uccello possiede il
canto più complicato del mondo animale, uomo escluso, ma
a differenza di molti altri uccelli che sanno cantare solo in
duetto o in coro, lo scricciolo canta in entrambi i modi con melodie
straordinariamente complicate, ben coordinate e precise”.
Ai cori possono far parte fino a sette esemplari, con maschi e
femmine che di volta in volta contribuiscono a parti differenti.
Tutti gli uccelli cantano fino a 20 gruppi di ritornelli, anche
per un paio di minuti alla volta e sono così coordinati
da seguire precisamente una sequenza, per esempio ABCD, come se
a cantare fosse un unico esemplare. I maschi cantano le strofe
A e C, le femmine B e D. Nella scala degli animali che più di
altri si avvicinano all’uomo vi è senza dubbio il
delfino,perché si è recentemente scoperto che essi
sono in grado di riconoscere il ritmo e la melodia di un pezzo
musicale e di riprodurli. Lo ha dimostrato Heidi Harley del New
College of Florida di Sarasota (Usa), che ha presentato il suo
lavoro al recente convegno dell’Acoustical Society of America.
Il ricercatore ha dimostrato che è riuscito a far imparare
ad un delfino non solo il ritmo del grido di un “Batmaaaaaaaaaaan” dell’omonima
canzone della serie televisiva “Batman”, ma anche
di farlo riprodurre dall’animale. Se confermato sarebbe
la prima volta che un non umano dimostra l’abilità di
discriminare il ritmo animale.
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