Kremmerz

Giuliano Kremmerz

“… sono uno studioso e pratico le conclusioni dei miei studi per tentarne gli effetti. Che tutti riescano, questi esperimenti, e che io risusciti i morti, non l’ho mai detto a nessuno. So che amo tutti quelli che soffrono e che vengono in mio contatto, in certi istanti potrei dire: io sono Amore” – J.M. Kremm-Erz

Chi fu Giuliano Kremmerz? Quale fu il suo magistrale progetto, ovvero il suo mandato iniziatico quale traghettatore nel Nuovo Millennio della quintessenza autentica della Scienza Sacra applicata alla salute psicofisica di ogni essere vivente?
Fino ad oggi, all’immagine mitica documentata dal misticismo posteriore dei suoi più illustri discepoli, si è contrapposta quella più nebulosa tratteggiata da alcune correnti deviazionistiche intente ad evidenziare gli aspetti più oscuri (poiché incompresi) della tradizione da Lui tramandata.
C’è chi gli ha attribuito persino scritti o manoscritti tendenziosi e apocrifi giacché evidente frutto di arbitrari rimaneggiamenti operati sulla base di istruzioni dettate in codice a semplici discepoli, oppure dedotti da appunti sortiti dalle elucubrazioni degli stessi e dimenticati tra vecchie carte.
Qualcuno poi ha inteso volutamente ignorarne il nome, e dopo aver ampiamente attinto dai suoi numerosi scritti quei principi e quelle teorie scientifiche ancor oggi estremamente all’avanguardia, con grande scorrettezza intellettuale, se ne è attribuito paternità e meriti.
Qui s’intende solo evidenziare, lo studioso e il ricercatore sperimentale della genealogia divina delle culture mediterranee e italiche, il fecondo scrittore, il terapeuta e taumaturgo, il MAESTRO di magia naturale e trasmutatoria (alchimia) che ammoniva i suoi stessi discepoli di “non credere” neanche a Lui se non sorretti dall’esperienza, l’amante della vita in tutte le manifestazioni universe.
La materia che il Maestro Kremmerz invita a investigare fin nelle proprie molecole attraverso il metodo sperimentale da Lui proposto e tramandato può riassumersi in un’unica parola: AMORE. E in sintesi il messaggio con cui Egli ha risposto, anticipatamente e in tempi non sospetti, alla legittima aspirazione degli esseri di scoprire e vivere il rapporto con la propria sacralità secondo processi ed esperienze individuali da collettivizzare solo mediante il confronto delle diversità, per la realizzazione di un comune fine evolutivo, è un messaggio di amore, di evoluzione e di salute. In tal senso deve essere intesa la sua opera e l’attività della sua Schola.

15 Responses to Kremmerz

  1. catulla2008

    In società, quando si vuole of-fendere qualcuno, specie se maschio, si indica subito la madre.
    Nella nostra tradizione, quando si vuole di-fendere qualcuno dal dolore e dalla malattia, il nome della madre accompagna e predispone il richiedente alla medicina ermetica a distanza.
    Questi due dati, apparentemente distanti fra loro, conducono a un medesimo sapere che vede nella ‘madre’ la matrice che sostanzia e individua la natura di cose e persone. E il maschio?
    Il Maestro Kremmerz definì ‘maschio’ la vita attiva e, quindi, per estensione, qualunque individualità è ‘maschia’ quando agisce. Ecco perché non si può pensare di restringere l’idea di maschio a quella di uomo o l’idea di femmina a quella di donna: semplicemente non può esistere un maschio senza una femmina. Perfino la Luce, pur essendo energia e onda, non prescinde da una manifestazione materiale.
    Si pensi a una tromba, a un flauto, un violino, un tamburo… Il materiale di cui è fatto e la forma in cui viene forgiato sono matrici del ‘timbro’ unico e irripetibile di quello specifico strumento. Così, sebbene ancora muto, lo strumento è già figlio della volontà maschia che ha sposato la materia a un’idea. Per questo il principio femminile pre-siede alle forme, perché ogni volta che dall’indistinto e dal caos emerge un oggetto, un animale, un essere, e quell’entità assume contorni e nome, ecco che denuncia l’opera del maschio.
    L’idea che la Schola valorizzi ‘anche’ i maschi è dunque assurda in termini. La stessa tradizione magica “è” vita attiva e , dunque, maschia. E se non pensiamo di essere nati come funghi dopo la pioggia dobbiamo pure pensare che in noi questa mascolinità è stata ed è e sarà principio motore di vita manifesta, dunque matri-archia, materia ed energia che unite acquistano storicità e causalità e anche nome.
    Solo gente acciecata dalla propria facoltà riproduttiva può pensare – come infatti fa e dice – che nella S.P.H.C.I. vi sia spazio solo per le femmine… dimostrando in tal modo la propria incapacità a concepire la realtà in una prospettiva diversa e, finalmente, concreta.
    La Schola è semplicità, è Natura, è Intelligenza della creazione votata al Bene e alla salute, è anelito a Verità eterne. Niente a che vedere con le battaglie sessiste che appartengono alla polvere di corsi e ricorsi storici e alle turbe insoddisfatte dei naufraghi del web…!

    • tanaquilla9

      Certamente leggendo gli scritti del Maestro Kremmerz, e vivendo la vita della Fratellanza si constata che le iscrizioni sono aperte a tutti, indistintamente se uomini o donne, e così anche lo sviluppo evolutivo, confermato dai circoli di appartenenza propri dell’organigramma della Schola, non fa differenza di sessi. Ma bisogna ammettere che dopo millenni di cultura cosiddetta patriarcale vi sono nella mentalità comune fraintendimenti e sovrastrutture che sin dai suoi primordi la Schola non ha avallato. Sono molte le tematiche che il Kremmerz per primo e i Maestri dopo di lui, fino al Maestro M.A. Iah-Hel, hanno ribaltato. Ricordo, ad esempio, quando il Maestro Harahel, in Accademia, sostenne che tutti noi miriamici eravamo alle dipendenze di una Donna. Invece di contro quanti pseudo ermetisti ammuffiti hanno creduto di poter ottenere qualcosa da una pupilla? E quanti altri, imbalsamati, hanno marciato, per le loro inconfessabili mire, sull’assurdo assunto che il femminile sia passivo? Quanti hanno tentato trasferire le dinamiche maschiliste del sociale all’interno dell’Ermetismo che, in realtà, se ne discosta completamente? Se oggi, noi fratelli, e noi sorelle collaboriamo come numeri all’interno della Fratellanza, uniti dall’amore per una I-Dea, nel contesto di una Matriarchia, e nel rispetto e nella coscienza ognuno del proprio sesso, dobbiamo ringraziare la Schola, per come è strutturata sulla base della P+F+, e il Maestro M.A. Iah-hel che ha sempre fatto di tutto e di più per la collettiva e singola evoluzione. Dato che evoluzione è anche comprendere le potenzialità scientifiche e fisiologiche dell’organismo umano.

  2. Alfiero70

    Desidero agganciarmi ad un intervento di Lupetta di qualche giorno aul tema della donna;
    Sul fronte del diritto civile e penale, alcune cose nell’ultimo decennio sono state fatte dal legislatore e altre ancora dovranno senz’altro esser fatte, al fine di prevenire molestie o azioni violente nei confronti delle donne; a mio avviso pero’ gli organi competenti, ovvero le istituzioni responsabili alla trattazione di detto fenomeno, non hanno ancora acquistato sufficente sensibilita’ per applicare quanto gia’ vigente con rapidita’ ed efficacia.
    Tant’e’ che nonostante le vittime rappresentino al personale degli uffici preposti o verbalmente o mediante uno scritto le molestie o violenze subite, sovente siamo costretti ad apprendere dai media che i fatti criminosi in questione vengono comunque perpetrati.
    Tenuto conto di quanto sopra accennato non possiamo che concludere che non sempre gli strumenti legali, tesi a tutelare preliminarmente e prevalentemente la figura della donna vengono puntualmente attuati.
    Auspico che in un prossimo futuro possano essere formulate ulteriori misure, tendenti a contrastare efficacemente i crimimi a danno della Donna e sopratutto che negli ambienti istituzionali si acquisti sempre maggiore sensibilita’ alla trattazione delle predette fattispecie delittuose.

    • m_rosa

      Anche se in ritardo rispetto a quando si è verificato l’evento che intendo segnalarvi, in un’epoca, soprattutto dove le notizie valgono solo se date in tempo reale e nel momento in cui escono sono già superate, vorrei comunque evidenziare, riagganciandomi al tema della donna ultimamente emerso sul nostro sito, un ospite della terza serata del festival di Sanremo Antony and the Johnsons che oltre ad aver cantato una bellissima canzone, ha anche rilasciato un’interversta che mi ha colpito e di cui riporto un piccolo brano.
      “La speranza per il futuro sta in un movimento che sta dentro noi stessi, dentro tutti noi e che ci porta verso il femminile. Penso che siano le donne che tengono le chiavi in mano per la sopravvivenza della nostra specie”.
      Questa è solo una frase ma nell’intervista dice molto di più. A me è sembrato di sentire un alito di speranza. Se qualcuno la vuole ascoltare per poi commentarla la trova facilmente su internet .

      • guglielmo tell

        grazie m_rosa per la segnalazione, questa canzone mi era sfuggita. l’unica cosa che mi sento di aggiungere é che é bello il ruolo che l’autore invoca per la donna spronandola a ritrovare il suo ruolo per il bene universale, tuttavia ciô che mi é parso di capire dalla nostra Tradizione é che anche il maschio ha un proprio Femminino per nulla inferiore, semplicemente trascurato se non oscurato, e dunque il suo ruolo é ben altro dal fare un passo indietro dagli attuali valori di dominanza. Un saluto a tutti

        • m_rosa

          Che anche il maschio abbia un proprio femminino che, per le scelte di dominanza che ha fatto nella storia, sia andato perduto, siamo d’accordo, che per ritrovarlo abbia un suo percorso che il Maestro Kremmerz ha indicato chiaramente, come per noi donne del resto, siamo d’accordo, ma credo che sia anche assolutamente necessario retrocedere da certe posizioni prevaricatorie e di potere per cambiare rotta. Ma d’altronde chi ha abbracciato la Via della Miriam, tutto questo l’ha messo già in conto!

          • fulva11

            Concordo, m_rosa! L’unico uomo che mi ha colpito per coerenza e legittimità di parola sul Femminile è Giuliano Kremmerz, che parla per Mandato autorizzato dalla MIRIAM a trasmettere la via e la VITA per riequilibrare la bilancia della storia.
            Tutti coloro che sono decisi a sollevarsi dagli errori storici e riprendere il cammino evolutivo possono iscriversi alla Schola e iniziare il processo di purificazione della propria materia, mentale e corporale.

  3. segezia

    Ci sono specialità in cui il controllo del corpo è strumento essenziale: danza, giocoleria, acrobazia, ginnastica ritmica, arti marziali e, di fatto, ogni attività sportiva. Contorsionisti e fachiri, per non parlare dei prestidigitatori e degli illusionisti fisici alla Houdini, tutti educano il proprio corpo a conseguire determinati risultati che arrivano a stupire e strabiliare spettatori di ogni latitudine. Questa è magia?
    Oggigiorno abbiamo macchine in grado di lavorare la materia – ivi compresa quella di cui siam fatti – con chirurgica modalità, a molteplici profondità e con forza di qualunque intensità dalla infima alla titanica. Basta questo a definirci dei conoscitori?
    Quando nell’antica Grecia si parlava di techné, l’arte era uno con la divinità e la forma discendeva dall’Idea che voleva esprimere. Oggi la forma appare spesso come un personaggio in cerca d’autore e concetti come respirazione, nutrizione, purificazione, sono spesso icone di un benessere solo presunto e legato a correnti filosofiche vote solo all’esaltazione della ‘persona’.
    La Scienza ermetica e la sua tradizione ortodossa restituiscono all’espressione corporea il senso di un perché e il valore di uno scopo di Bene Luce e Salute: non già della persona ma dell’Essere. Così, viene a dissolversi il concetto di epoca vecchia ed epoca nuova (New Age) e pure quello di oriente o occidente: nel tempo e nello spazio la Legge dell’Armonia è UNA.

  4. sannitica2011

    Mi ha molto colpita, leggendo bene alcuni brani del Kremmerz, in particolare lo scritto intitolato “Mettiamo le cose a posto”, (cfr: J.M. Kremm-Erz – Un secolo di missione –Ed. Miriamica), come il Maestro si sia tanto diffuso nel parlare di Spiritismo, Teosofia, Psichismo. Oggi codesti movimenti sono senz’altro meno influenti che nel passato, o meglio lo sono molto meno rispetto alla fine dell’800 fino alla prima metà del ‘900, epoca in cui Egli aveva volgarizzato i principi dell’Ermetismo magico, differenziandoli dalle citate dottrine, e restaurato la Fratellanza di Miriam. Immagino quanto ostracismo e quante critiche debba aver ricevuto l’aureo e generoso Maestro, avendo intorno per lo più, fanatici ed entusiasti delle suddette pseudo discipline. Non credo gli abbiano reso tanto facile la vita! Era l’epoca degli studi fatti sui mediums, una delle più famose l’Eusapia Palladino, sul magnetismo e l’ipnotismo; l’epoca in cui la teosofia dogmatizzava sulla medesima verità di tutti i culti e sintetizzava come per incanto Oriente buddico ed Occidente cristiano; il tempo del regno dei presunti spiriti dei morti, il cui esame sfociò nei movimenti psichici, che riuscì tuttavia ad accomunare nell’interesse ogni ceto sociale, dal più ignorante allo scienziato. E’ famosa, ad esempio, l’affermazione del Lombroso su “La Tribuna” , dopo aver partecipato ad alcune sedute spiritiche con la Palladino, in cui egli si dichiara dolente di aver combattuto, nel passato, la possibilità dei fenomeni spiritici in quanto i fatti dimostrano il contrario. Questi erano i tempi. Ed oggi? Quali sono i fenomeni contemporanei che si oppongono e recalcitrano davanti alle verità dell’Ermetismo magico?… New e next age, invasione di dottrine orientali, cialtronerie riguardanti l’egitto predinastico, ecc.ecc. Mi piacerebbe poter esaminare da questo punto di vista i tempi odierni in relazione all’Ermetismo magico, perché nonostante le palesi differenze col passato, quest’ultimo, a mio parere, ne esce sempre come punta di diamante all’avanguardia.

    • mara329

      A mio avviso ciò che oggi emerge è il fenomeno tipico della cultura di massa del “fai da te”, che molto probabilmente è erede, per metamorfosi, dei movimenti analizzati dal Kremmerz, e dei quali Egli segnalava i pericoli – Spiritismo, Teosofia e Psichismo. Oggi si inventa una propria realtà, individualistica, priva della necessità di mediazione gerarchica– ma tuttavia al più ispirata da qualche “voce” di maestro, disancorata da memorie e tradizioni antiche e dalla ferrea organizzazione tipica delle società iniziatiche. Realtà che -come una soap opera- si snoda nella rete del web, controvertendo il senso positivo dell’olismo e facendo bricolage privo di etica. La natura prosaica di questo atteggiamento imita il mondo della politica: ognuno si crede capace di inventarsi un proprio movimento, di far proseliti e di avviarli verso…il nulla. Questa modalità insomma, pur investendo un presunto campo della coscienza e della spiritualità, mi pare essere l’alter ego del sistema sociale, politico, economico dominante e materialistico.

    • Alfiero70

      Condividendo il pensiero di Sannittica, desidero formulare una breve considerazione sulle discipline orientali alle quali sovente si attribuisce di detenere il primato sulle tecniche di respirazione, come se quest’ ultime fossero unicamente patrimonio delle suddette.
      Mi limito ad osservare dalla mia esperienza personale, che il processo di respirazione di un organismo umano può modificarsi, rendendolo ” profondo” o mediante la volonta’ o attraverso certi automatismi generati non solo da eventuali tecniche provenienti dalle suindicate discipline, ma anche dalla pratica costante della preghiera, sopratutto quando la recitazione viene ritualizzata.
      La ritmica di questo processo puo’ per l’appunto cambiare producendo nell’operatore, previo una sincera e serena sperimentazione, nuovi profili di ” coscienza”.
      Quanto sopra per sfatare alcuni luoghi comuni.

      • sannitica2011

        Si, nuovi profili di coscienza…ad esempio nelle pratiche ermetiche si adopera l’espirazione o l’inspirazione del fiato nella pronuncia di parole; il soffio freddo e il soffio caldo, per ottenere determinati effetti e risultati terapeutici. L’uso e la sperimentazione dei quali mi hanno fatto percepire un nuovo e scientifico utilizzo del mio stesso organismo. Ora, fermo restando che una buona respirazione fa bene a tutti, non so se sbaglio, perché non conosco a fondo le tecniche orientali e yogiche, ma mi pare che la respirazione in codeste pratiche sia funzionale alla meditazione e al controllo sulla mente, a rasserenarla e calmarla, a renderla obbediente e a fare il vuoto mentale. A me pare, ripeto al di là dell’igiene di una corretta e profonda respirazione, che la meditazione estranei dalla vita e non favorisca l’attenzione, né la tensione verso l’attività e la volontà. Ho sempre pensato che tali tecniche potessero andare bene per quei popoli orientali che le praticano viste anche le loro condizioni diverse di vita basate su una filosofia che è fatalista, e che predica il non volere sopra ogni cosa.

  5. m_rosa

    Kremmerz fa parte di un filo ininterrotto di uomini che in ogni tempo e in ogni epoca storica hanno perseguito la Conoscenza come forma di comprensione tutta umana di ciò che l’umano travalica. È tra quelli che hanno creduto e dimostrato a se stessi, che esiste la possibilità di alzare il velo all’Iside, di conoscere la legge per la quale l’Universo è.
    Ultimamente mi sono imbattuta in un libro che in più di un punto mi ha fortemente emozionato proprio perché vi ho ritrovato molti riscontri col pensiero del nostro Maestro.
    Il libro in questione illustra, anche se inserito in un contesto romanzato, il pensiero di Spinoza, il filosofo ebreo vissuto in Olanda nel 17°secolo.
    Per Spinoza Dio è l’equivalente della natura, non è il Dio delle religioni ma è il Dio universale della ragione. Vede il cosmo come regolato da una serie di cause concatenate che seguono una legge matematica e più l’uomo si avvicina alla comprensione di questa legge più diventa libero. Per avvicinarsi a tale comprensione deve mettere da parte il suo ego, guardare l’esistente da una prospettiva più ampia, solo in questo modo potrà cessare di percepire i confini tra se e gli altri, e percepirsi come parte di un tutto.
    Chiunque conosca un poco il Kremmerz o anche solo leggendo l’ultimo articolo della “Parola al Maestro” non può non ravvisare, tra i due Autori, concetti molto vicini e d’altronde lo stesso Maestro ci dice che “gli autori dei grandi rinnovamenti…non sono che nomi di idee…che il mondo delle cause incarna in un uomo, con la missione di compiere la volontà divina in terra.”
    Pensando poi a come Spinoza, proprio per la sua libertà di pensiero e per il rifiuto di qualsiasi dogma religioso, fu scomunicato dai rabbini della sua stessa comunità e come il Kremmerz, ancora oggi venga dileggiato, mi viene da riflettere su quanto un pensiero libero che non riconosce padroni, se non nella Legge di Giustizia, faccia ancora tanta, tanta paura.

  6. diogenonn

    Con l’immagine del Quadro anche sul web campeggia il vessillo della continuità ininterrotta della Schola Ermetica di Giuliano Kremm-erz ed io suo lontano discepolo sono fiero di salutarlo con la destra mano aperta in alto con le dita separate.

    • mandragola11

      Ho già avuto occasione di dirlo sul blog quanto anch’io mi senta onorata di essere stata accolta nella Fratellanza di Miriam. E quindi condivido pure le parole di diogenon, nelle quali scorgo un segno anche di affetto verso il Maestro Kremmerz.
      Per m_rosa: contestualizzando l’opera del Kremmerz iniziata più di un secolo fa, se andiamo a vedere le varie situazioni dell’epoca ci rendiamo conto che anticipatore e trasformatore sia stato. Diritti umani, emancipazione, libertà oggi ci quadrano, ma al suo tempo non ancora. Fino alla grande guerra noi donne non avevamo nemmeno diritto di voto, fra le altre cose! Chissa quanti intralci deve aver avuto il Maestro!

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