Conquista ermetica e medicina ermetica

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Conquista ermetica e medicina ermetica

NUOVO – E’ legittimo che ogni uomo pensi a sé, che rivolga il suo studio, il suo intelletto, le sue aspirazioni a riconquistare ciò che il tipico Adamo dei cabalisti, prevaricando, perdette. Ma non bisogna dimenticare che l’umanità è una, e che la solidarietà umana è un dovere imprescindibile di ognuno che aspiri alla corona regale della verità. E’ idealismo? Non sorridere, o lettore, perché nel senso volgare non ho abbastanza isterismo per creare delle illusioni a me e agli altri. E’ la realtà della vita che lo impone.

L’uomo muore e rinasce. Raccoglie, rinascendo, il frutto che ha seminato; sulla terra i terrigeni sono sempre gli stessi; mentre nei cimiteri le ossa si convertono in carbonato di calce, i morti rivivono. Di comune abbiamo il sangue, la carne e le ossa che la terra ci restituisce; la pace, i dolori e le aspirazioni che sono prodotti della nostra giustizia, delle nostre colpe e della nostra esperienza antica. La ragione, la comunità di origine, la convivenza ci obbligano a non rifiutare a chi è più infelice di noi la mano aperta che tutto dà, senza desiderio di compenso o di premio. La missione ermetica si deve svolgere contro l’ignoranza e la superstizione in pro’ delle masse che devono essere redente dalla scienza dell’uomo… Operare umilmente e oscuramente il bene; pubblicamente e gloriosamente inculcare dovunque che la scienza umana darà a suo tempo il completo assetto alla nostra materia umana, farà la pace nei popoli e combatterà il dolore e la paura della morte. Agli atei dirai che l’uomo è il sovrano della umanità, e la sapienza dell’uomo la regina dell’universo. Ai credenti spiegherai che Dio si manifesta nelle sue creature come l’albero pel suo frutto. A tutti insegnerai che la perfezione ermetica è una Medicina mirabile che gli dei e i numi dell’Olimpo sotto spoglie umane portarono sulla terra, tra gli uomini doloranti e feroci, per sanar loro le piaghe cruenti e renderli miti; che Mercurio ne distilla dalle rose fiorenti l’essenza, che Amore la dona ai mortali, se Venere raggiante sorride. (SM,II 165-166) – L’ermetismo è determinativo nella ricerca dell’aurum, una possanza trasformativa dell’inferiore nell’altissimo, per raggiungere il limite più sublime del mistero della vita dell’unità cosmica… L’aurum, tipo convenzionale di perfezione, perché monetabile, è l’identico metallo solare per eccellenza che nel simbolismo ermetico ha sempre rappresentata l’Intelligenza umana (corpo solare dei magi-ermetisti, cioè l’uomo nella sua essenza pensante separata dal corpo umano e nello stesso corpo). La pietra che deve prepararlo è una medicina per sé stessa, cioè ha poteri medicali o guaritivi… a noi non preme di sapere, ora, che sia un tale minerale o una data cipolla a compiere il miracolo e, a lungo andare, lo fissi; noi restiamo ammirati di un programma di ricerche che, se realizzate e provate, dovrebbero risolvere la parte superiore ed inesplorata di quella scienza medica sperimentale che ancora bambinescamente affronta il problema dell’intelligenza e dell’azione psichica sul’organismo umano. (SM,II,175-186) – Dice il Filalete commentando la lettera del Ripley a Enrico IV di Inghilterra: “Se le operazioni sono regolari e le premesse vere, il magistero ermetico è raggiunto”. E’ a questo che l’integrazione umana deve mirare. Denudato da tutte le follie e le goffaggini dell’empirismo magico, l’ermetismo come via di pervenire all’ideale della angelizzazione umana, deve tentare di affermarsi nel campo sperimentale e con un fine di bene indiscusso. La medicina integrale o ermetica compie il prodigio della resurrezione alla ragione illuminata. (SM,II 269) – Il semplice di spirito, l’agnus dei, il bambino innocente, vede la protezione di Dio fino a quando lo stato di malizia non lo invade, e a Dio sostituisce l’uomo. Ecco perché è difficile dire agli uomini che hanno avuta per fede la paura del “chi sa”, che si sono fabbricati un Dio industrioso ed industriale a modo loro: mettetevi in condizione di sollevare il vostro interiore ad un tipo divino, purissimo e alto, e diventerete guaritori di voi stessi e dei vostri simili. (SM,II,368) – … ogni uomo che legge nella natura delle cose, perfezionandosi, spogliandosi di ciò che in lui rappresenta la preoccupazione dell’organismo, intuisce e penetra una luce misteriosa, bellissima, che gli ridona la integrità dello spirito e della intelligenza, del sottile e dell’inafferrabile, facendolo rivivere nel regno che ha perduto, ridiventando angelo dominante la necessità costruttiva delle cose. Nessuna penna, nessun maestro può darti ciò che da te stesso devi riacquistare, ascendendo la mistica scala di oro che unisce l’uomo ai cieli delle intelligenze e delle cause… A misura che l’uomo redime sé stesso, cioè affranca dalla schiavitù del corpo il suo Spirito prigione, l’Angelo antico, l’Ermes, il Mercurio alato, messaggero degli Dei, lo Spirito Santo a forma di Colomba riappare, ed egli monta e ridiscende dai cieli occulti nella realtà della vita palese, e parla la parola della verità. Questo è l’Ermes, questa è la luce che ritrae le immagini delle verità occulte, questo è il Trismegisto che ebbe sapienza infinita, questo è il Nebo che insegnò agli uomini la scrittura e la parola. Ora la medicina Ermetica è la pratica di questa terapia di luce che muta il sistema empirico dell’osservazione positiva dei fenomeni nello studio delle cause che generano i fenomeni stessi… I santi non guarirono i loro infermi con delle ricette debitamente approvate dal Consiglio Sanitario del regno; nei tipici miracoli della leggenda evangelica, il Cristo non fa un esame clinico dell’infermo e non analizza il suo espettorato al microscopio, ma prega e guarisce. Prega perché l’Ermes divino arrivi, e dia virtù trasmutatoria alla sua parola; l’uomo perfetto dice: guarisci, e la carne guarisce. Egli ha parlato all’anima della carne inferma, e le ha dato la forza virtuosa di risanare. I taumaturghi, i profeti, i rosacroce, non trasportavano seco un milione di barattoli delle farmacie; l’olio, l’acqua, l’aceto, il sale, il miele, roba da cuoco più che da farmacista, nelle loro mani acquistavano la virtù di purganti, di dissolventi, di purificanti, di sudoriferi e di controveleni. Chi arriva alla conquista, per ascenso individuale, dell’Ermes, è un medico ermetico. La Fratellanza Terapeutico-Magica di Myriam non promette ai suoi ascritti che vogliono praticare, se non il Bene, che è la realizzazione più splendida della Magia, la più umana, la più facile opera della Grande Opera Magica; la conquista del potere di attirare a sé l’Ermes divino e, in nome della Scienza e della Luce, mitigare il dolore dei sofferenti. (SM,III,266-268) – L’uomo esteriore (fisico) racchiude un uomo interiore (spirito), il quale sfugge alle analisi dei metodi impiegati per studiare l’uomo esteriore o visibile che è il suo involucro… l’uomo invisibile o mentale non è che la Sfinge, cioè l’enigma che a tutto si presta e a tutto arriva. La Sfinge, se ne guardate le forme nelle antiche mitologie, o se ne leggete le descrizioni, è la trasformazione possibile, fino ai limiti dell’utopia, dell’animo umano… Lo studioso, attraverso questo simbolo della sfinge ieratica, vegga attentamente ritratto l’uomo invisibile, involuto nell’uomo terrestre o animale. Quest’uomo invisibile, mente o spirito, rappresenta tutte le possibilità di pervenire, cioè l’angelizzazione o la divinizzazione dell’uomo vivente, e quindi di ogni potestà divina… Di qui la scienza delle scienze o filosofia jeratica che rappresenta il punto di origine di ogni verità, la sorgente di ogni conoscenza nuova, la fonte di ogni sapere… Il medico ideale di cui ho sbozzato il ritratto nella risposta precedente, è l’uomo progredito che pone la sua progredita intelligenza a servizio dei suoi simili ancora stretti nelle spire della fatalità, cioè della materia che li serra come in una morsa. Il medico ordinario è un uomo profano alle verità della sfinge… Il medico ideale o ermetico è colui che ha rapito agli dei il segreto della vita, che alla sorgente della vita universale attinge la sua forza di terapeuta, che alla sublime scienza dell’eternità domanda il bene assoluto di un essere a lui simile e non evoluto… La terapeutica ermetica si riduce, quindi, a questa sovrana sapienza della volontà e della potenzialità umana: di creare nella matrice universale (il Deus dei profani e delle plebi) il movimento capace di avere una reazione sul mondo materiale e visibile. Il mezzo per produrre tale grandioso e costante fenomeno è uno: perfezionarsi, cioè evolvere, cioè divinizzarsi, per compiere atto o potestà divina. (SM,III, 533-537) – La vita e il germe di vita che scorrono nelle vostre vene, sono parti comunicanti con la vita e il germe di vita che vibrano nelle arterie dell’universo, il serpente di Esculapio ve lo addita, e quell’Unica sorgente qui zampilla, là si affievolisce, più in là si inaridisce e spegne. Operate, agite, vogliate con convinzione fuori ogni misticismo e ogni più malvagia ricetta di un medico qualsiasi acquista valore di miracolosa medela. Non vi commuovete, non sperate compenso, non ne accettate mai, perché quello che farete e produrrete non ha prezzo che lo paghi, e ogni prezzo lo abbassa ed umilia. (SM,III,632) – Studiare il principio di vita in noi, separarlo se è separabile, integrarlo se è integrabile, portarlo all’apice della sua potenzialità, renderlo atto ad arricchirsi della massima energia dalla fonte del principio-vita universale, fino a poterne disporre e nutrirsene e nutrirne gli organismi che ne difettano, è educazione ermetica e porta – come possibile – al concetto di un medico ermetico. (SM,II,10) – Se l’integrazione dei poteri umani può condurre alla formazione del mago, riserva vivente di forze attinte a sorgenti più ricche di energia, una semplice progressione delle ricchezze magnetiche accumulate in noi, con una provocazione di atti e attrazione di entità non umane, può rendere possibile la medicina divina o l’ermetica, e renderci utili a tutti i sofferenti che ricorrono a noi… sapere che noi siamo centri di vita irraggianti, attingenti alla vitalità intelligente e pimandria del centro inesauribile del mondo universo, ci fa concepire il valore del Signore delle cause come il dispensatore più largo, più nobile, più incommensurabile che mai immaginazione religiosa e mistica abbia sentito. (SM,II,402).

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Conquista ermetica e terapeutica ermetica

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