Aiuti terapeutici gratuiti: modulo

La pratica della terapeutica ermetica si fonda sulla volontà di bene e sull’amore più disinteressato nei confronti di chi soffre e tende, esclusivamente, attraverso preghiere e antiche formule tradizionali, a risvegliare, nel principio vitale insito in tutti gli organismi viventi, meccanismi di auto guarigione o, quantomeno, a rafforzare la volontà di guarire negli organismi debilitati dal dolore e dalla malattia potenziando la fiducia nelle cure mediche intraprese. Tende inoltre a valorizzare e sostenere virtualmente l’opera della scienza medica ufficiale, delle sue strutture e delle sue modalità di cura.
Il modulo di seguito riportato, nel tutelare a norma di legge la Schola e i suoi appartenenti e nel chiarire significato, metodo e modalità della terapeutica ermetica, la distingue dall’operatività ufficiale e non, di guaritori, pranoterapeuti, operatori così detti “olistici”, omeopati, naturopati e quant’altro, garantendo, a chiunque voglia liberamente rivolgersi alla Fratellanza di Miriam per un aiuto, rispetto della privacy, impersonalità e gratuità di una medicina praticata a distanza e pertanto, priva di ogni controindicazione ed effetti collaterali, perfettamente compatibile con qualsiasi terapia medica ufficiale e rispettosa di ogni personale convinzione di ordine scientifico, morale e/o religioso.

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3 Responses to Aiuti terapeutici gratuiti: modulo

  1. filosobek

    Siamo a inizio ’900 quando Georg Groddeck, medico e padre della mederna psicosomatica, descrive la capacità di autoguarigione del corpo umano (vedasi suo libro “Nasamecu” che asserisce il celebre “Natura sanat, medicus curat” ovvero il medico cura ma è la natura che sana). Egli sostenne l’importanza dell’infiammazione e della febbre in quanto accelerazione dei processi di naturale combustione del corpo umano atti ad annientare e decomporre tossine, microbi e/o sostanze nocive. Groddeck introdusse l’idea della capacità umana di dare forma e forza agli agenti patogeni, capacità che, presa a rovescio, può invece distruggerli “ se dallo spermatozoo e dall’ovulo dell’uomo nasce sempre una creatura umana, e mai un cane o un gatto, se in quei germi c’è la forza capace di dare forma a un naso, a un dito, a un cervello, ciò significa che una forza con capacità tanto straordinarie potrà ben anche creare una cefalea o una diarrea, o un arrossamento della gola, e anzi io non considero troppo azzardata l’ipotesi che essa possa fabbricare anche una polmonite, o una gotta, o un cancro”.
    Siamo a un secolo dopo quando David Servan Schereiber, medico psichiatra e condirettore del laboratorio di Neuroscienze Cognitive all’Università di Pittsburgh, Pennsylvania (USA), nonché membro di “Medici Senza frontiere” dopo aver sperimentato su sé stesso la remissione del cancro, afferma che il cervello emotivo possiede meccanismi naturali e di autoriparazione per cui ci si può guarire con la stessa naturalezza con cui viene cicatrizzata una ferita.
    Contemporaneamente a Servan-Schreiber l’italianissimo primario di pneumologia al Niguarda di Milano, prof. Enzo Soresi, scrive “Il cervello anarchico” (UTET), e nel suo libro avanza la tesi dello shock carismatico che, secondo l’autore, è “cambiamento profondo dello stato mentale della persona quando incontra un soggetto molto carismatico”: “la parola è un farmaco” – sostiene lo studioso che è anche tisiologo e oncologo – “non c’è limite alla neurogenesi perché non c’è limite alla plasticità mentale”.
    Kremmerz, già a inizio ’900 parlava della potestà della materia umana e del contatto: “Nella calma domestica, nella convenienze sociali, negli affari, il contatto, il solo contatto con una persona vi produce vene o male; non perché quelle persone influiscano sulle cose ma certamente invece agiscono sulla vostra anima, sullavostra psiche, sull’organismo occulto vostro e lo profumkano o lo impestano… tutto ciò è oresso la maggiore quanti tà di uomini e donne un’operazione che avviene inconsciamente…”. E la tradizione della sua Schola, in continuo confronto con la scienza medica e le sue scoperte,nel meeting del 2010 a Vico Equense esaminò la questione per bocca del medico neurologo Massimo Formica che evidenziò l’interazione tra uomo e ambiente nello sviluppo delle malattie.
    Non è quindi più possibile pensare alla terapeutica ermetica come a qualcosa di avulso dalla materia di cui siamo fatti e, contemporaneamente, dall’attualità scientifica. Del resto, anche uno studio del 2002 dell’Harvard Medical School di Boston dimostrò che determinate condizioni tra cui la preghiera ripetuta portano ad abbassare il tono del sistema simpatico a favore di quello parasimpatico predisponendo al rilascio di ormoni quali serotonina, dopamina, endorgine, citochine: le sostanze neurotrasmettoriali come lecitochine e sorotonina attivano le difese immunitarie dell’organismo. E il cosiddetto effetto placebo, che comunque è, di fatto, una risposta biochimica dell’organismo, indica inoltre che fra le condizioni in pro dell’autoguarigione vi è senza dubbio la predisposizione dell’individuo al cambiamento di stato.
    All’interno dell’area limbica afferiscono tutti gli organi: dunque essa è centralina di funzioni vitali come respirazione, battito cardiaco, libido, sonno, pressione arteriosa, secrezione ormonale e risposta immunitaria.
    La semplicità del metodo ermetico quindi, che pone in contatto il malato che chiede con la catena che, pregando, provvede, trova sempre più evidenza nella scienza anche ufficiale e attuale.

    • fler95

      Dopo aver letto il post di Filosobek ho ripreso in questo sito

      http://www.kremmerz.it/introduzione-del-dott-giuliano-kremmerz-ad-una-conferenza-sulla-medicina-mistica-di-salvatore-catalano-societa-editrice-partenopea-1917-volume-gia-pubblicato-nel-1899-nella-coll/#more-3840

      l’introduzione del dottor Giuliano Kremmerz a una conferenza sulla medicina mistica e vi ho trovato il seguente passaggio: “Dunque il rimedio più certo, più a buon mercato, più sollecito che opera in pro dell’ammalato, è la natura. Che cosa è questa natura che esplica la sua forza in un organismo avvelenato fino ad espellerne il veleno? Che cosa è quello spirito di lotta che anima, secondo le ultime osservazioni batteriologiche, schiere di microbi contro legioni di altri microbi invasori in un organismo preso d’assalto come una cittadella nemica e difeso come un baluardo di vita e di indipendenza? Che cosa è questa natura agente in beneficio di una vita? o meglio, che cosa è la vita e lo spirito vitale? Nessun dottore sa definire la natura in azione benefica su di un corpo ammalato; tutti i dottori però ne sentono l’azione benefica perfino nelle reazioni di quei veleni che la iatrochimica contemporanea somministra come rimedii. Per medico invece dovrebbe intendersi quell’uomo che, dottore o no, provoca questo principio benefico ed inafferrabile a manifestarsi in beneficio di un infermo e a guarirlo ― qualunque sia il metodo o il mezzo impiegato, qualunque sia la droga prescelta, qualsiasi il sistema preferito”.

      Il tutto mi pare perfettamente attinente a quanto affermato da Groddeck credo non a caso contemporaneo del dottor Kremmerz.

  2. sal

    Per i pitagorici di 2500 anni fa, la luce circondava il corpo fisico e tale corpo etereo poteva plasticamente condizionare la salute di quello fisico. Nel XII secolo Boirac e Liebelault affermano che l’essere umano possiede un’energia in grado di provocare l’interazione fra gli individui anche se questi non sono a contatto. Newton, definito ‘l’ultimo dei maghi’, nel XVIII secolo cambiò la prospettiva di chi pensava alle cose come a oggetti solidi separati l’uno dall’altro e nel 1905 Einstein ipotizzò l’intercambiabilità di materia e energia. Utilizzando filtri e schermi di vari colori, William Kilner, medico, descrisse l’aura come una nebbia luminosa intorno al corpo e asserì che l’osservazione delle sue variabili poteva aiutare la diagnosi. Nello stesso periodo Wilhelm Reich, discepolo di Freud, si interessò all’energia universale chiamandola orgone e studiò la relazione tra il suo flusso e le patologie umane. E se Max Planck scoprì che luce e radiazioni elettromagnetiche vengono emesse in forma di pacchetti di energia chiamati ‘quanti’, la teoria delle stringhe negli anni ’60 vide che i ‘quanti’ più che particelle sono onde che si muovono lungo una stringa vibrante, ciò che porta ogni cosa ad essere di fatto in moto perpetuo. Nel frattempo George De La Warr e Ruth Drown, dottori, studiarono le vibrazioni emesse dai tessuti umani e venne inventato il Radionics (sistema di rilevazione, diagnosi e cura a distanza che utilizza il campo di energia biologica dell’uomo). Nel 1964 John S. Bell propose il teorema secondo cui ciò che accade a una particella accade anche a tutte le altre e David Bohm, morto prima di ricevere il Nobel per la fisica nel 1993, giunse alla conclusione che l’universo è una totalità interconnessa (vedasi libro “Wholeness and the Implicate Order per cui le cose non sono separate ma è la mente che adotta questo espediente perché trova più facile gestirle se le divide in cassetti…” come a dire che, in realtà, nasce prima il cinema e POI la fotografia!!!).
    La scienza medica oggi riconosce l’esistenza di un campo elettomagnetico umano generato dalle onde cerebrali e dagli impulsi nervosi dei diversi organi vitali: degli scienziati dell’A.S. Popov’s Bioinformatic Institute hanno scoperto che gli organismi emettono vibrazioni di energia ad una frequenza che varia dai trecento ai duemila nanometri (nms). Tale energia è stata battezzata bio-campo o bioplasma.
    Giuliano Kremmerz, in forza di una tradizione millenaria, un secolo fa unì l’idea di principio vitale e di applicazione terapeutica e propose la sperimentazione di una pratica a distanza delle medicina, libera dai preconcetti, dalla necessità del risultato e del contraccambio. Come si può facilmente constatare, tale medicina applica tutti i principi scientifici appena esposti per risvegliare il principio vitale deficitario nell’organismo che ne difetti e chieda aiuto: nell’idea che l’Amore sia materia in stato di vibrazione, ne propone la direzione in pro degli ammalati, opportunamente modulata da preghiere e formule entrate nella memoria dell’umanità e vitalizzate da una Catena sapientemente strutturata a tale scopo.
    Tuttavia la malafede e l’ignoranza che vedono dappertutto la separazione (anche se – come dimostrato – questa NON ESISTE) spesso impediscono alla gente di sperimentare e frenano la legittima curiosità che porterebbe alla conoscenza. Ma la Terapeutica Ermetica – come dimostra il breve excursus appena fornito – con l’andare del tempo, non potrò che apparire come logica all’umanità in cammino verso l’integrazione alla propria Causa.

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